Lo avevano chiesto gli Ultras con uno striscione durante l’ultima partita casalinga : ”Avimu novità do’ stadiu”? una frase in dialetto a significare la questione tutta locale dei ritardi alla (forse) principale infrastruttura cittadina.

La presenza contemporanea nella Sala Stampa del Ceravolo dell’Us Catanzaro col Dg Nicola Bignotti e quella del Comune con il sindaco Nicola Fiorita e l’assessore ai Lavori pubblici Pasquale Squillace, ha smorzato qualche ruggine sottotraccia fra le parti che hanno esposto in modo trasparente la situazione ai giornalisti presenti.

Dovessimo sintetizzare con un risultato calcistico questo sarebbe 1-1. Un punto ciascuno che non serve a nessuno. O meglio, non determina quello che i tifosi vorrebbero: la consegna immediata dello stadio ristrutturato. La Tribuna è ancora completamente scoperta ed in curva ci sono gli scavi e cumuli di terra.

Bignotti ha giustamente esposto il rincrescimento della società giallorossa che, problemi agonistici a parte, accusa importanti sofferenze economiche dovute ai mancati incassi ed alla campagna abbonamenti saltata. Il tutto ammonta a circa un milione di euro.

Da parte loro Fiorita e Squillace hanno sciorinato -dati tecnici e date di calendario alla mano- i vari motivi che hanno determinato i ritardi, al momento di circa un mese ma destinati ad allungarsi, nella consegna della nuova copertura e soprattutto della Curva Massimo Capraro.

Intoppi tecnici frequentissimi, se non endemici, negli appalti pubblici; la coincidenza col mese di agosto, necessario per i primi lavori propedeutici senza impegni della squadra; la Bob, bonifica ordigni bellici sotto la curva; e poi gli equilibrismi per conciliare i due appalti (vinti come è risaputo da due ditte diverse).

A conti fatti, i lavori per la curva comporteranno altri due mesi mentre nel frattempo sarà montata la copertura della Tribuna centrale.