Cittadini sul piede di guerra per denunciare le gravi criticità di viabilità, sicurezza e igiene pubblica. Sotto accusa l'inerzia del Comune: strade chiuse dal 2018, cantieri infiniti e incroci pericolosi mettono a rischio 150 famiglie
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Una raccolta firme per chiedere risposte immediate e interventi non più rinviabili. È questa l’iniziativa promossa dai residenti di via Antonio Manganelli e via Barlaam da Seminara, nel quartiere Cavita, per denunciare le gravi criticità che interessano la viabilità, l’igiene urbana, la manutenzione del manto stradale e la sicurezza dell’intera area.
A sollevare il caso sono numerosi cittadini della zona nord della città, mobilitatisi spontaneamente per richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale e degli enti competenti su una situazione di disagio ormai cronica, più volte segnalata ma ancora del tutto priva di soluzioni concrete. Via Antonio Manganelli non è infatti una semplice strada di collegamento, ma un’area residenziale in cui vivono circa 150 famiglie: un vero e proprio "quartiere nel quartiere" che chiede attenzione, cura, programmazione e pari dignità rispetto al resto del territorio cittadino.
L'inerzia amministrativa e i cantieri fantasma
I residenti denunciano l’assenza prolungata di interventi ordinari e straordinari di manutenzione, fatta eccezione per sporadiche attività di diserbo, effettuate al massimo una volta all’anno. Nonostante i precedenti sopralluoghi compiuti da diversi consiglieri comunali, ai quali è stato mostrato lo stato di incuria dei luoghi, a tutt'oggi si registra la totale inerzia dell'Amministrazione, con un progressivo e intollerabile peggioramento della sicurezza stradale e dell'igiene pubblica.
A destare forte preoccupazione sono soprattutto le condizioni del manto stradale e il vistoso restringimento della carreggiata in un tratto interessato da un cantiere fermo da anni; il ripristino provvisorio dell'arteria limita la piena fruibilità della strada, aumentando esponenzialmente i rischi per automobilisti e pedoni.
Incroci killer e strade sbarrate dal 2018
Particolare allarme riguarda inoltre il bivio che collega via Manganelli alla strada principale. «Negli anni scorsi abbiamo chiesto a più riprese la messa in sicurezza dell’incrocio – spiegano i residenti – ma, nonostante la palese pericolosità del tratto, dove nel tempo si sono verificati numerosi incidenti a causa della scarsa visibilità e della presenza di una curva a gomito, nulla è stato fatto».
Tra le situazioni più gravi e paradossali vi è anche una strada interna completamente chiusa al traffico dal lontano 2018. L'interdizione era scattata dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, che ne avevano disposto il blocco per la pericolosità di un muro di recinzione realizzato in blocchetti di cemento, segnato da numerose lesioni e cuspidi aperte. Da allora, le transenne continuano a impedire il passaggio di auto e pedoni, aggravando i disagi quotidiani e mantenendo irrisolto un problema strutturale che incide pesantemente sulla viabilità interna.
Grate divelte e insidie per i bambini
Non meno preoccupante è la gestione dei sottoservizi. I cittadini segnalano la presenza di grate metalliche per la raccolta delle acque piovane completamente divelte e distaccate dal loro telaio di sostegno. Attualmente, l'unica protezione è costituita da una transenna di recupero e da un cartello di pericolo. A ciò si aggiunge un tombino instabile e non adeguatamente segnalato, che rappresenta un serio rischio per l'incolumità pubblica, in particolare per i bambini che frequentano l’area residenziale.
L'appello formale alle istituzioni
La pazienza dei residenti è ormai esaurita e la mobilitazione punta ora direttamente ai vertici delle istituzioni locali e provinciali nella speranza di sbloccare una burocrazia immobile. «Chiediamo al sindaco Nicola Fiorita, all’assessore all’Igiene e ai Lavori pubblici e al prefetto un intervento immediato e risolutivo – concludono i promotori della protesta –. Servono azioni concrete per la viabilità, un piano periodico di pulizia e manutenzione e una presa in carico complessiva delle criticità segnalate. Il quartiere a nord della città ha pieno diritto a sicurezza, decoro e dignità: non può continuare a essere considerato una periferia di serie B».



