A fine giugno, presso la Ubik, presentazione e dibattito sul tema “Entrare in connessione”, parte del lavoro della pedagogista catanzarese Vanessa Aprile autrice dell’opera
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Dalla trincea del sostegno scolastico a un modello di comunità educante: la proposta della pedagogista catanzarese per ricostruire le relazioni e abitare i contesti prima della crisi.
Di fronte a una scuola ed una società frammentate dal digitale, segnate da crescenti episodi di indisciplina e da un profondo disagio relazionale, la pedagogia non può restare a guardare. Nasce da questa urgenza la proposta di Vanessa Aprile, docente di sostegno e pedagogista catanzarese, che attraverso un percorso in quattro pilastri teorico-pratici offre una bussola per interpretare e trasformare la realtà educativa di oggi.
Non semplici pubblicazioni, ma tappe di un unico grande progetto sociale che mette al centro la persona, unendo l'ascolto empatico alla fermezza della guida educativa.
1. Il Pilastro della Memoria: La relazione che costruisce Il percorso parte dalle radici con il volume "La relazione che mi ha costruita" (Carello Edizioni). Un'opera intima in cui la memoria biografica si fa strumento di trasformazione. Qui la fragilità non è una debolezza da nascondere, ma lo spazio consapevole in cui nasce la forza dell'educatore. L’autrice mostra come ogni ruolo — madre, docente, figlia — sia plasmato dalle relazioni vissute con empatia, confermando che nessuno cresce davvero da solo.
2. Il Pilastro del Metodo: Leggere la scuola di oggi La ricerca si sposta sul piano operativo con "Entrare in connessione. Un metodo per leggere la scuola di oggi" (Armando Editore). In questo secondo pilastro, il cuore pulsante del lavoro di Vanessa Aprile si fa metodo: una lente per interpretare le dinamiche scolastiche attuali e fornire strumenti concreti per ristabilire quel legame empatico necessario affinché l'apprendimento diventi reale condivisione, abbattendo le barriere dell'isolamento e gestendo con polso fermo e autorevolezza le complessità delle classi difficili.
3. Il Pilastro dell'Istituzione: La presenza prima dell’emergenza Con il saggio "Il pedagogista prima dell’emergenza", la riflessione affronta la stabilità dei contesti. In linea con la recente Legge 55/2024, questo pilastro rivendica la necessità di un pedagogista che "abiti" la scuola come presidio fisso. L’obiettivo è superare la logica dell'intervento estemporaneo o riparativo per agire tempestivamente sui segnali deboli, offrendo una "regia dell'inclusione" che sostenga anche i docenti nella gestione delle dinamiche di gruppo più critiche.
4. Il Pilastro della Comunità: Il Presidio Pedagogico Territoriale Il cerchio si chiude con "Il presidio pedagogico territoriale", la proposta di un'architettura sociale di prossimità. La prevenzione esce dalle aule per farsi rete: un modello di comunità educante dove i servizi sono vicini alle persone, capaci di attivare percorsi di inclusione e ascolto che rendano più umano il cammino di ogni cittadino, supportando le famiglie nel loro ruolo genitoriale.
Un messaggio di trasformazione sociale Il lavoro di Vanessa Aprile dimostra che la pedagogia è lo strumento per non fermarsi alle apparenze o all'emergenza del momento. Attraverso questi quattro pilastri, l'autrice invita a riconoscere l'altro nella sua dignità, trasformando la gestione della crisi in un'occasione di apprendimento collettivo e di fioritura umana.
Il libro sarà oggetto di presentazione e dibattito pubblico presso la Libreria Ubik a Lido venerdì 26 giugno.

